Troppo spesso sento parlare di "qual è la tua strategia su twitter" e "su facebook"?
Ecco perché sul blog aziendale di TheBlogTV ho deciso di affrontare questa tematica.
Non trovo corretto una strategia di "telefono", o di "carta stampata"; e se — mettiamo cosa — fosse stata accettabili una "strategie billboard" — ma da chi poi? vabeh... — con l'internet non avrebbe assolutamente alcune senso: anzi, sarebbe un controsenso.
L'internet mette al centro "la persona", "il cliente", "il nostro interlocutore" che diventa antenna e distributore verso altri interlocutori.
Quindi non parlatemi più di "Strategia web, strategie facebook, strategia twitter, strategia social".
Parliamo di strategia verso le persone, di incontro verso l'altro. Grazie.
Sul web si trova ciò che viene discusso, non ciò che è vero.
Mi spiego meglio:
- facciamo l'ipotesi che qualcuno inizi a raccontare che in Calabria esiste un tesoro; - quel qualcuno lo prova con foto fotoritoccate;
- qualcun altro riprende la news e la rilancia; e così a cascata, è il web. nascono nuovi articoli, nuovi approfondimenti eccetera: ognuno cercherà la propria verità: la query "fracking emilia romagna" su google per esempio...
Ma la verità qual è?
Non per forza quella che si leggerà su google; o sui profili facebook degli amici.
La verità è un'altra cosa.
O forse no, essendo la verità un concetto filosofico...
Io inizierei con il limare le pensioni.
Nessuno può percepire una pensione superiore ai 5K /mese.
poi:
Nessuno può percepire uno stipendio (pubblico) superiore ai 10K /mese
Quanto risparmieremmo?
Ah, ecco.
Vorrei avere in mano dei numeri:
quanto è il debito del nostro stato? (update ricevuto da Luca Perrilli (grazie) DUEMILA MILIARDI DI EURO)
quanto spendiamo al mese di pensioni?
di queste quante sono pensioni di politici e politicanti?
quante sono sopra i 5000 euro?
Quanto spendiamo per la sanità? regione per regione?
perché non mettiamo una soglia (media) massima a cittadino, per le spese regionali della sanità?
di sicuro se in Emilia Romagna un cittadino costa mediamente 1000 euro l'anno, anche in Calabria e in Campania il costo dovrebbe esser lo stesso, grosso modo...
La sanità:
quanto spendiamo per pagare le aziende che puliscono?
quanto spendiamo in medicine? (servono tutte? prevenzione)
Parliamo di Scuola?
quanto spendiamo regione per regione?
...e a studente?
quanto spendiamo per pagare le aziende che puliscono le scuole?
Non costerebbe meno internalizzare il servizio e ottimizzarlo per far pulire dagli stessi "bidelli" tutte le scuole di uno stesso comune?
- quanto diamo di contributo alle scuole private? perchè?
Gli enti pubblici:
stessi discorsi, consoriziare le spese ottimizzabili di pulizia, vigilanza, ecc...
auto e autisti;
uffici
Un discorso a parte meriterebbe la razionalizzazione degli uffici e degli edifici... e del personale... in Calabria ci son così tanti forestali che neanche il Canada (e non è una battuta)
E ancora...
- municipalizzate;
- sfruttamento del territorio (acqua, sale, spiagge, marciapiedi)
Soldi freschi, facili da trovare e... solo dopo aver armonizzato le spese allora farei pagare le tasse agli italiani.
Fino a quel momento lo stato non ha il diritto di chiedere un solo euro ai cittadini e alle aziende (private)
mi mancano i numeri.
Penso che sia un nostro diritto avere a disposizione questi numeri.
In fondo sono: le mie spese, fatte con i miei soldi.
Dove potremmo trovare questi numeri? chi ce li ha? chi può darceli?
Grazie.
(update delle 20:00) Il
personale complessivo del Quirinale ammonta a 2181! i cui stipendi
ammontano a una spesa annua di 241 milioni di euro, ai quali vanno
aggiunti i 20 mila euro mensili dello stipendio del Presidente della
Repubblica, più la pensione da parlamentare che percepisce insieme a
quella da senatore…
Allora, ho ragione a chiedere i DATI!?
Update delle 20:30 grazie a Luca Perrilli che ci racconta di DUEMILA MILIARDI DI EURO, di debito pubblico (fonte del tesoro), adesso dovremmo capire quanto ci costano l'anno, e prevedere un piano di rientro, in max 40 anni, come i mutui.
Tutti (o quasi almeno fin quando non è iniziata la compassione per Rossi) contro l'allenatore, nessuno contro il calciatore.
Tutti contro Equitalia e a compatire di Martinelli.
La compassione. E' il sentimento dominante dell'Italia? Dopo l'epoca dell'illuminismo, quella del romanticismo e del romanticismo illuminato; dopo il decadentismo siamo forse nell'era del compassionismo — che brutta parola?
Speravo fosse l'era della comprensione, della comunicazione e del dialogo.
Sono stupito dalla facilità con cui vengono scagliate le pietre contro Delio Rossi prima e contro Equitalia poi.
Sono altrettanto stupito dalla facilità di compassione/finta-comprensione per Delio Rossi e per Martinelli...
Sono un simbolo badate bene, un esempio, non il caso particolare che mi interessa.
Mi pare che si parteggi in modo convulso, cieco e privo di analisi.
Il mio poeta preferito diceva: [...] per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
[...] ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
[...]
E' bello disobbedire alle leggi del branco, ragionare con il proprio cervello e farsi un'opinione personale, unica ed esclusiva.
Il passare da una parte (Ljaic) — gli ha mollato un ceffone e sono contrario alla violenza — all'altra (Delio Rossi), solo perché: sì, ma se l'è presa con la famiglia; Sono entrambe motivazioni prive di analisi e di PROFONDITA' di analisi.
L'educatore da un lato, che viene sbeffaggiato da un educando, non dovrebbe rimanere impunito;
la reazione fisica, la presa delle armi, non dovrebbe rimanere impunito.
Non c'è bisogno di schierarsi con l'uno o con l'altro, come tutti hanno provato a fare, prima per l'uno, poi per l'altro — tra le altre cose...
C'è bisogno di analizzare le questioni, rimanere in disparte e farsi una propria opinione che non per forza deve parteggiare per l'uno o per l'altro contendente, semmai si dovrebbe parteggiare per la verità, i principii (di non violenza e di rispetto per esempio)...
per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
[...] non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere
Cosa fare in caso di terremoto?
Il ricordo del 6 aprile di tre anni fa è ancora vivo negli occhi, nelle orecchie e nell'anima di tantissime persone.
Un ricordo orribile.
E un disastro al quale ancora oggi, a distanza di tre anni, non si è posto rimedio in alcun modo.
Case dello studente crollate — le gente era lì per studiare!
Case e chiese di una delle città più graziose d'Italia completamente sfasciate.
E ancora?
Mentre in Giappone la ricostruzione, a un anno di distanza, è quasi completata (guardate quete foto per credere) a L'Aquila siamo ancora come il 7 aprile di 3 anni fa.
Che i deputati mangino con 3 euro al ristorante del transatlantico o con 20 euro... a me non cambia nulla.
Che loro vadano a teatro gratis, a vedere le partite allo stadio ecc... a me non cambia nulla.
Mi
cambierebbe se qualcuno facesse una legge tale per cui ai ristoranti
l'acqua fosse quella del sindaco e gratis, perché oggi l'acqua al
ristorante costa 1/500 dello stipendio medio
Già, il problema è che con uno stipendio medio puoi comprare:
-500 bottigliette d'acqua
-285 panini
-1 affitto
Quindi
a me, di impoverire i deputati non importerebbe nulla... a me
importerebbe di far aumentare gli stipendi medi, o far diminuire i costi
medi.
A me importerebbero queste cose.
Ma mi sembra che in Italia si guardi altro.
La tecnologia ormai mette a disposizione dei veri gioiellini...
E i telefoni cellulari sono in grado di produrre dei filmati di alta qualità — per fino in Full HD!
Ma non è di questo che parleremo qui.
e ancora meno del mobilefestival, che se vi interessa lo trovate qui: mobilefestival.it
parleremo qui di D'Onofrio, e della delicatezza e profondità con cui affronta questo tema: lo racconta bene, con un'idea precisa e facendoci scoprire una parte dell'Italia che poco viene rappresentata e che in troppi ci si tappa gli occhi per non vedere.
D'Onofrio non da giudizi, no da pareri e non da neanche soluzioni.
Fa un corto.
A noi spettatori da l'opportunità di parlare però.
Cosa ne pensate?
(per chi leggerà su facebook: a questo link trovate il video di Alberto D'Onofrio http://www.mobilefestival.it/contest/scheda/testimonial/1/Sony+Ericsson+Mobile+Festival)
UserFarm e Omnicom Media Group annunciano il lancio della gara creativa “Il tuo video per farne parlare”, in cui creativi e professionisti videomaker della community di video crowdsourcing di UserFarm Italia sono invitati a caricare i propri video costruiti sui temi del dialogo intelligente e visuale sui temi dell'identità digitale, della reputazione online e della tutela della privacy.
I videomaker e i registi sono invitati a realizzare un video originale, positivo e divertente, che possa parlare ai ragazzi tra gli 11 e i 19 anni e capace di informare e sensibilizzare sui temi della sicurezza online e della navigazione consapevole.
La gara creativa e’ partita il 27 luglio e sarà aperta fino al 16 dicembre, ed è articolata in due fasi in ciascuna delle quali saranno trattate due tematiche differenti: Identità digitale e reputazione online, Tutela della privacy, Adescamento online, Cyber bullismo. Il creativo che presenterà il video vincitore riceverà un compenso di 10 mila euro.
Internet ha cambiato profondamente il nostro mondo, diventando sempre più protesi sensoriale e parte integrante della vita quoditiana. Ormai oltre il 50% della popolazione italiana utilizza quotidianamente la Rete, di cui un 87% è costituito dai giovani e i giovanissimi che utilizzano il Web per svolgere attività di vario genere - condivisione dei contenuti, ricerca d’informazioni, visione dei video online. Il divario tra le generazioni è molto alto, i giovanissimi, definiti “nativi digitali”, sono in grado di muoversi con disinvoltura sulle reti sociali attraversando facebook, usando google e approdando sui vari vertical social network. La ricerche parlano di genitori in lieve difficoltà nel guidare i propri figli nell’utilizzo di Internet e del cellulare. Spesso, i genitori hanno un rapporto di diffidenza con le nuove tecnologie, mentre i figli “smanettano” con gli ultimi gadget tecnologici in maniera sorprendente.
Diventa quindi importante conoscere meglio lo strumento, analizzarne le potenzialità, i vantaggi e conoscere anche gli svantaggi. Questo è l'obiettivo della gara creativa “Il tuo video per farne parlare” — parte integrante delle attività per la riduzione del “Digital Divide Culturale” promosse da Vodafone Italia all’interno del progetto Infamiglia — un portale web che aiuta genitori, nonni e figli ad utilizzare internet, il telefono cellulare e le nuove tecnologie in maniera consapevole e responsabile.
In linea con l'obiettivo di veicolare e diffondere il messaggio per l’uso consapevole, utile e responsabile dell’internet, i videomaker saranno premiatiper la qualità, la pertinenza alle tematiche e coerenza rispetto agli obiettivi generali della campagna “Digital Divide Culturale” dei video.
La gara creativa è gestita in partnership tra la social media company TheBlogTV, proprietaria della piattaforma di video crowdsourcing UserFarm, e l'agenzia Omnicom MediaGroup International.
UserFarm è la prima piattaforma internazionale di video crowdsourcing, che realizza, attraverso il network di oltre 25'000 video marker professionisti e semiprofessionisti, una vasta gamma di contenuti. Su UserFarm.com Aziende, Agenzie e Broadcaster possono ingaggiare i professionisti del videomaking per realizzare spot pubblicitari, documentari, inchieste, fiction, cartoons, videoclip musicali, o ottenere la copertura di eventi e interviste realizzate da mobile journalist attivi su tutto il territorio. Sono molte le organizzazioni e le imprese che hanno creduto nelle potenzialità di UserFarm raggiungendo i propri obbiettivi.
UserFarm è di proprietà di TheBlogTV, la social media company attiva in Italia, Spagna, Francia e Regno Unito, che crea valore “partecipativo” coinvolgendo e attivando le community grazie alle potenzialità del web 2.0.
Ho assistito, piuttosto basito, anche a questa campagna elettorale che contrappone, sembra, solo stronzate, perché in fondo siamo tutti uguali...
poi arriva Pisapia, che ha il coraggio di dire qualcosa di sinistra, e battere Berlusconi — non la moratti... ma Berlusconi sì — e finalmente ri-scopri le differenze tra destra e sinistra... perché a quelli di destra la paura di poter perdere tira fuori il meglio di se.
(le parole evidenziate... le hanno evidenziate quelli che si professano anti-comunisti, interessante)
qui mi piace solo constatare come questi commenti facciano emergere la pochezza di ragionamenti:
- il progresso viene visto come depravazione, l'innovazione come rottura della conformità, le novità come affronto al pudore pubblico.
E' un po' come se mentre invetammo la ruota qualcuno dicesse: ma cosa vogliono fare, ci voglion far rotolare giù per le scarpate?
o col fuoco: ecco che ci bruceranno vivi; o con l'invenzione della casa: ecco che si riparano dal freddo in casa, avranno sicuramente qualcosa da complottare...
e così via, a voi il cliché che più piace.
Ormai l'integrazione con gli altri popoli, che lo vogliate o no, signori miei, è un fatto già avvenuto, l'internet ha abbattuto le barriere, facendo nascere una sola grande nazione, che la si chiami facebook, blogosfera, linkedin o come volete voi... ma all'integrazione non gli si può più sfuggire.
e neanche all'innovazione.
mettetevi l'animo in pace, il tempo in cui si poteva stare immobili — dal '94 ad oggi non è cambiato nulla per la politica — non è più possibile, perché le proteste che hanno interessato la fascia altissima del nord Africa in questi mesi, si sposterà anche in Italia se non iniziamo a rinnovare.
Ieri sera ho ragionato.
sono tre i temi che mi interessano fuori dal mondo del lavoro:
- grande distribuzione;
- sistema bancario;
- acqua pubblica.
GDO: perché mai devono esser quelli che ci guadagnano di più sui prodotti, alla fin fine è come se il corriere (SDA; Bartolini o chiunque vogliate) vi chiedesse il 50% del valore del pacco spedito, solo per trasportarlo; e la GDO non ve lo porta a casa il pacco.
Sistema bancario: è marcio;
Acqua pubblica: perché mai devo pagare 3 euro, al ristorante, 500 ml di acqua? io non voglio quell'acqua, voglio quella del rubinetto...
Ecco, questi sono i tre temi che mi tartassano la testa.
Ne vogliamo parlare?
Questi sono i video della "protesta" delle donne — e degli uomini — contro questa disparità di fatto, promulgata dal premier Berlusconi.
E' un po' strano che ci si svegli solo ora, a mio parere. Le contraddizioni in Italia a sfavore delle donne sono tante, e esistono da molto tempo. Ma non è mai troppo tardi, quindi meglio protestare e denunciare questa stato di cose anziché-no. Però sembra che la protesta stia diventando strumentale anziché esser strutturale.
Non mi va di vivere in un Paese in cui le donne non possano avere figli senza rischiarare la carriera —indipendentemente dal suo premier— e non mi va di vivere in un Paese che promuove "chi la da" al presidente del Consiglio.
Ma allo stesso tempo vorrei meno paternalismi e più fatti. anche dai comitati che protestano.
Cavolo, e unitevi le donne e fate un partito di sole donne che abbia delle richieste vere — non le poltrone per intenderci — che promuova una vera svolta — non la parità, ma l'esclusività di esser donne — e che riesca a vincere le sfide del futuro.
sotto vi riporto stralci "rubati" a un articolo de La Repubblica.
Se gli date un occhio scoprite il solito vil paese di amichetti — e "Capobianco" per gli intenditori di Zalone — che si scambiano i favori con assunzioni, giro di appalti e mettiamoci anche qualche serata bungabungosa.
Cosa c'è di strano dunque e di allarmante?
C'è di strano che non sento indignazione! Bisognerebbe indignarsi e far decadere, seduta stante, una persona dalle proprie cariche pubbliche — fosse anche un impiego alle poste come portalettere o al bar sottocasa — anche se solo dopo che la colpa viene provata giuridicamente.
Quello che invece non da scampo ai giovani, indipendentemente dai vizi di forma e sostanza di alcuni procedimenti, è che essendo sempre i soliti marpioni e figli dei marpioni e mogli dei marpioni a spartirsi incarichi e appalti, loro continuano a "far curriculum" e, alla prossima occasione in cui vinceranno, potranno dire di essere i più accreditati per quel posto di lavoro.
Mentre tu, che un santo in paradiso non cel'hai... magari sei anche giustificata se per arrivare a un impegno civile ti vien voglia di andar a letto con il presidente del consiglio...
E se sei brava, preparata e vuoi concorrere legalmente e lealmente con gli altri, per far valere i tuoi anni di studi, sacrificio e impegno, dovrai lottare con curricula di gente, che ti sorpassa perché il papà gli ha "comparto" il posto nel CdA dell'ACI o di qualche altra società.
E vi ripeto, quello che mi fa incazzare e che queste cose non facciano incazzare anche te.
Tutti gli affari della famiglia Bertolaso consulenze d'oro a moglie e cognato
I BONIFICI PER LADY BERTOLASO "La signora Gloria Piermarini
Il 15 ottobre 2004, 25.650 euro da "Italferr spa". Il 30 maggio 2005, 27.750 ancora da "Italferr". Il 22 settembre 2006, 36.400 euro dalla "Sac", Società appalti costruzioni di Emiliano Cerasi. Il 5 aprile 2007, 24.750 euro dalla "Redim" del Gruppo Anemone".
emergono infatti "giustificativi" intelligibili per spiegare gli oltre 50 mila euro ricevuti dalla signora da una società del Gruppo Ferrovie dello Stato
Bruno Noni, in stretti rapporti con Diego Anemone, si aggiudica i lavori di realizzazione del Nuovo Teatro di Firenze (parte del programma di Celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia) per un importo di 69 milioni e 820 mila euro"
E, guarda caso, "entrambe le gare di appalto (Bari e Firenze) hanno uno stesso presidente di gara: Salvo Nastasi", direttore generale del ministero dei Beni Culturali ed intimo di Guido Bertolaso.
Dopo 5-6 persone mi piacerebbe metterlo in libreria ma prima vorrei condividere questa cosa: quando si hanno fortune come questa, non si deve essere soli. It’s always more fun to share with everyone!
Insomma, le regole sono queste:
Si tiene il libro per max due settimane.
Appena lo si riceve, si scrive un post come questo per aprire la successiva selezione.
La selezione si basa su criteri puramente arbitrari di chi ha appena ricevuto il libro.
Consegna a mano (nei limiti), a posta (a carico del destinatario).
Sui libri si possono vergare tutte le note che si vuole purché in matita.