domenica, luglio 13, 2008

Saper dire no.

Quando ero piccino mio padre mi ricordava che la maggior parte delle "cavolate" che combinavo erano riconducibili ad una singola causa: non sapevo dire no.

Non sapevo dire no:
>ai miei amici che mi davano appuntamenti alla domenica pomeriggio, quando invece avrei dovuto fare dell'altro;
>ai miei zii che mi chiedevano di andar da loro a dargli una mano;
>ai miei nonni che mi chiedevano di andarli a trovare;
>a mio fratello; ai miei cugini;
A tutti dicevo sì, e spesso per fare dieci cose, tutte contemporaneamente.

E' stato uno dei miei grandi difetti: dire sempre sì; c'è da farsi il turno in tv, c'è da lavorare di notte, c'è da giocare a calcio, qui, ora, con le scarpe e il vestitino della domenica...

E mio padre ha provato a spiegarmi e consigliarmi: impara a dire no, questo non posso farlo; non mi va di farlo; questa cosa mi distrae dai miei obiettivi.

Ecco una buona motivazione per imparare a dire no: dire no a tutto ciò che ci distrae dall'obiettivo.

Non si può suonare l'inno nazionale con la banda musicale al sabato pomeriggio alla partita nella quale fai il terzino. O suoni, o giochi a calcio. Cosa è più importante per te, per i tuoi obiettivi, per il tuo futuro?
Sì certo, a volte si deve mediare tra gli interessi personali particolari, e gli interessi degli altri:sei l'unico mancino in squadra, se manchi tu... ma sei anche l'unico trombettista della banda. Cosa scegli di fare?
La tua scelta avrà delle ripercussioni.
Probabilmente il mister non ti convocherà la settimana prossima. Come probabilmente nella banda si cercheranno un trombettista più affidabile. Oppure no, non succederà nulla di tutto ciò perché gli altri sono comprensivi almeno quanto te.
E allora? Beh, se vuoi fare il musicista nella vita, allora suona; se vuoi fare il calciatore gioca.

Da "grande" questo stesso problema ti si ripresenta spesso davanti; e dobbiamo imparare a dire no a tutte le cose che ci distolgono dai nostri obiettivi, prima di poter sottrarre troppo tempo ed energia alle cose che contano sul serio per noi e che costituiscono il nostro futuro.

La scelta: studiare o lavorare? Se compatibile, cioè lavori in un'agenzia di comunicazione e studi Marketing o Scienze della comunicazione, puoi fare entrambe le cose, anzi, forse devi, perché è il miglior modo per studiare.
Ma contemporaneamente non puoi uscire tutte le sere, tutti i fine settimana o dedicarti ad altre mille cose: il tuo futuro è importante. vuoi fare questo mestiere nella vita? e allora concentrati su queste due cose e impara a dire no alle altre. William Ury, docente ad Harvard e mediatore politico e aziendale ha scritto un libro: il no positivo, ovvero come negoziare un accordo senza rinunciare ai propri obiettivi.
All'interno del suo trattato cerca di spiegarci come e quanto sia importante saper dire "NO", per il benessere della salute mentale e fisica di noi stessi, ma anche per le nostre tasche.

E' importante dire no anche per le aziende: no a portare avanti prodotti che sono "finiti", no a progetti insensati e no anche a rami d'azienda ormai falliti.

Sono tante le storie delle aziende che hanno saputo dire no. Sono tanti gli uomini che hanno saputo dire no e come per le aziende, quel no è stato il loro successo.

E' il discorso del "o meglio o niente" di cui parlavamo qualche tempo fa.
Puoi ottenere il meglio, ma devi sapere cosa vuoi ottenere e tracciare il tuo piano d'azione, oppure puoi rimanere un mediocre: per fare la seconda cosa, rimanere dei mediocri, nella maggior parte dei casi è sufficiente non avere una strategia, in altri è obligatorio non volerla seguire, in altri ancora è utile dire sempre e a tutto sì.

La scelta, diceva Morpheus in Matrix; la scelta.

4 commenti:

studentefreelance ha detto...

ottimo post

Giovanna ha detto...

decisamente azzeccato è quello che succede ancora ogi e soprattutto nel mondo del lavoro , in cui quasi sei costretto a non dire no

giusti ha detto...

concordo. ottimo post!

spasquini ha detto...

Allora l'ultimo film di Jim Carey non fa per te. Non andare a vederlo ... si intitola YES ed è la storia di un tipo che diceva sempre no a tutto e a tutti. Finchè partecipò ad un seminario che lo costrinse a dire si a tutto.

AHAHA!

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