lunedì, maggio 21, 2007

La sfida dei contenuti e la RAI

Endemol. Contenuti. Mediaset. Rai. Tv. Web.

Iniziamo col fare un po' di nomi, cognomi e "cose".

Poi pensiamo al discorso centrale: i contenuti oggi, ieri, domani.
Adesso mescoliamoli. Concentriamoci e ragioniamo.

Endemol è un produttore di contenuti. Ma adesso è, in qualche modo, anche un editore.
Niente di male. Mediaset è sempre stato un produttore di contenuti, e la Rai (mamma RAI) lo è stato anche di più e meglio per lungo tempo (fin quando è stata da sola). Poi un giorno non è stata più sola e anziché migliorare l'offerta, la concorrenza ha disintegrato la Rai.

A pensarci mi sembra strano, un paradosso se vogliamo, eppure è andata proprio così.
Ricordo, senza andare troppo lontano o troppo ai "mostri sacri", i programmi di Sergio Zavoli. Dove è?
Abbiamo deciso di disintegrare l'offerta televisiva: basta con le tre "E", la gente vuole una sola "E": entertainment. Questo hanno pensato, si son detti e hanno fatto nei piani alti della tv.

Adesso gli ascolti calano, un po' dapertutto, non solo in tv, ma mentre gli ascolti delle radio crescono (e loro le tre E... in qualche modo continuano a seguirle, e producono spettacolo di grande qualità: viva radio 2, il ruggito del coniglio, anche il nostro amico Righetti con il suo Comunicattivo...), dicevamo che la tv perde ascolti.

Male.
I contenuti non piacciono? Nessuno ha mai pensato a questo. Si son date diecimila risposte, ma mai la più ovvia. Nelle ricerche etnografiche, ma anche Beniamino Placido in Italia, spesso ci hanno rammentato il nuovo scettro del potere: il telecomando.
Poi però chi la televisione "la fa" sene dimentica e quindi non pensa al nostro scettro, non pensa al pulsante off di quello scettro...

Ok, questo è il passato.
Il presente invece è rappresentato dalla certezza che la RAI dovrà piano piano sostituire tutte quelle ore coperte da Endemol con contenuti offerti da nuovi autori/produttori.
Ho tante idee di nuovi format. Anche voi le avete. Ne abbiamo tutti, come al solito: la comunicazione è come la nazionale di calcio, tutti siamo meglio del CT, anche se poi però... Lippi i mondiali li ha vinti!

Però è vero. Abbiamo grandi idee. E servono. Servono i produttori che ascoltino queste idee. Serve creare un contatto all'interno della RAI e proporre queste idee e questi contenuti.
Magari con dei promo. Magari con dei layout. Magari uno scripting. Non so.

E a questo proposito:
a) sono disponibile a confrontarmi con chiunque per creare delle proposte da presentare in RAI o a dei produttori. O se siete dei produttori... eccomi qua.
b) parlia di qualche idea.

E quindi andiamo al futuro.
E' possibile rendere la tv interattiva? sì, e anche senza il digitale terrestre.
www.silatv.it è una tv interattiva, o meglio, una tv 2.0 dove i contenuti vengono prodotti dagli utenti.
Mi spiego.
Si raccolgono gli MMS, si SMS, i comunicati stampa, le news, gli articoli, li si incasellano all'interno del palinsesto e li si manda in onda.

La tv che si avvicina al web, ai telefonini, alle nuove tecnologie.
Credo che ci siano tanti altri strumenti da utilizzare. E tanti altri contenuti da poter ricevere. E tante altre idee per migliorare l'interattività della tv, anche di quella che esiste già, senza dover poi modificare tanto alcunché.

Certo il digitale terrestre aiuterà. Ma anche quella attuale non è niente male.
Basta saper cogliere le opportunità. Basta saperle mescolare. Basta rendere un servizio agli utenti.

Se fin ora abbiamo tentato di vendere dei "prodotti televisivi" a dei target, forse è il caso di ricominciare a vendere "servizi" agli "utenti".

E' una mia idea. Sono pronto a metterla in discussione. Sono pronto a condividerla. Sono pronto a discuterne.

Pensiamo ai contenuti, la Rai li chiederà a qualcuno, chi sarà pronto a fornirglieli?

1 commento:

andrea ha detto...

D' accordissimo. C'è un controtempo evidente tra quello che "gira" imposto al pubblico e tutta la nuova dimensione di idee di internet che emrge dirompente dai contenuti prodotti dagli utenti. Ma purtroppo si incappa nei soliti limiti di non riuscire a inserirsi nella mafia autoriale televisiva. pochi fanno sperimentazione. e mi sento di correggere: nemmeno endemol produe contenuti, ma format, che è diverso. io mi sto occupando di sperimentazione di palinsesti e contenuti radio: credo che sia una risorsa "laterale" molto più veloce per la sperimentazione.
omaggi

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