giovedì, dicembre 13, 2007

Apoteosi lurker: la ricerca.

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son alcuni blog che hanno aderito alla ricerca sull'APOTEOSI dei Lurker.
Qualcuno si cheide perché la ricerca? altri perché Apoteosi.

Partiamo dalla seconda questione: apoteosi perché finalmente i nostri lettori diventano Protagonisti veri.
La ricerca è fenomenologica, non è di natura quantitativa o qualitativa. Si cerca di osservare e monitorare un fenomeno, analizzandolo e chiedendosi perché.

E parte da alcune tesi, da verificare, ovviamente. E la ricerca è uno dei metodi per verificarle.
Ovviamente si aspettano le risposte. Che stanno arrivando, e continueranno ad arrivare.

La tesi di fondo da verificare è che non esistano dei veri e propri lurker, ma persone in carne ed ossa (infatti lurker è usato appositamente in modo provocatorio come termine), che non interagiscono con gli autori per pigrizia, per modestia, perché in realtà non tutti leggono ma molti sfogliano; e l'internet è un mezzo per niente democratico, e ancora poco orizzontale; e che ci sia una gran voglia di rap-presentare se stessi nuotando tra diversi se disgregati e inappagati. E, sopratutto, che il commento venga usato come metodo per farsi ri-conoscere?

Questa è la mia tesi. Pronto a rivederla se fosse sbagliata. Per ora l'analizzo. Insieme al gruppo di Comunitàzione.it e a quanti altri volessero farlo.

10 commenti:

Fabrizio ha detto...

Ciao, volevo commentare su comunitazione.it/blog ma bisogna registrarsi (e io odio registrarmi, per principio).
Allora, se non disturbo, commento qui.
In che senso "l'internet è un mezzo per niente democratico, e ancora poco orizzontale" ?
A me sembra molto democratico (fatte le dovute eccezioni per quella parte del mondo che non può collegarsi), cosa dovrebbe esserci per renderlo più orizzontale?
Il fatto che molta gente non partecipi non significa che non sia democratico: la partecipazione, la creazione di contenuti è un diritto, non può diventare un dovere :-)

Luca Oliverio ha detto...

guarda fabrizio, secondo me ovviamente...

L'internet è democratico in quanto comandato da qualcuno:la democrazia esiste se esiste un controllo, e ahimé quello c'è, ma non è più democratico dal momento in cui non è accessibile a tutti, e non solo a chi non vive nei paesi cosiditegli industrializzati, ma mio nonno ha diritto o no di usare l'internet? beh, non può accedervi. (è un esempio, ovviamente).

Non è orizzontale: apri un blog: quanti ti leggeranno? pochi, pochissimi. e per farti leggere cosa devi fare?
L'orizzontalità invece prevede che tu stia allo stesso livello degli altri, il Page ranck blocca l'orizzontalità; ma non solo...

e voglio scandalizzarti ancora: l'internet oggi, per come viene usato e per le sue strutture, per lo stesso motivo non è neppure un mezzo di comunicazione many to many, ma solo one to many, o "pochi a molti" se preferisci... come le tv, i giornali e tutto il resto.
non per sua natura ovviamente... ma per dei fattori che se vuoi possiamo analizzare.

ah, grazie per l'interesse... qui comquneu parlavo di questo tema http://cosamistupisce.blogspot.com/2007/09/sociologia-della-contemporaneit-troppo.html

ciao
Luca

p.s. se vuoi contattami via mail, mi paicerebbe scambiare due parole con te su questo argomento anche in privato, eprché la discussione non disturba mai, anzi è quello che cerco.

Luca Oliverio ha detto...

Voglio estendere il concetto espresos per un po' di chiarezza maggiore: prendi un foglio di carta, scrivi. E' orizzontale la scrittura? è democratica? quindi il libro è un mezzo di comunicazione democratio e orizzontale al pari dell'internet.
Nessuno ti vieta di farlo. Ma sei legato ad editori (blogger, portali, motori di ricerca) che distribuiscano il tuo libro (passaparola, viral ecc.) e che facciano conoscere i tuoi scritti.

senno il mio diario è il mezzo più democratico e orizzontale di questo mondo: scrivo, registro, lo riletto e lo faccio leggere ai miei amici/parenti: ma questa è la democrazia o solo un "paravento" per nascondere la verità? è orizzontale o solo un'illusione di "orizzontalizzazione"?

queste le mie domande.

Ovviamente, ti ripeto, l'internet è un mezzo che ha in nuce un sistema diverse, assai diverso, per come viene usato oggi e per la sovrastruttura che lo "dirige" non può fingersi ne democrativo ne orizzontale, altrimenti rischiamo di fare come i "politici" italiani: raccontare tutto tranne che la realtà.

Fabrizio ha detto...

luca:
>ma non è più democratico dal momento >in cui non è accessibile a tutti, e >non solo a chi non vive nei paesi >cosiditegli industrializzati, ma mio >nonno ha diritto o no di usare >l'internet? beh, non può accedervi.

Per quale motivo tuo nonno non può accedervi?
Problema economico?
Problema di alfabetizzazione informatica?
Non è un problema di democrazia (tuo nonno non è escluso per una forma di apartheid) ma un discorso di competenza minima necessaria.

Oggi con windows che è sempre più semplice e la connessione che costa sempre meno chi è realmente escluso e chi è escluso "per colpa sua"?

Se io, in questi anni, non avessi fatto nessuno sforzo per imparare a usare un computer, potre lamentarmi della non democraticità di Internet?
È come se uno, per pigrizia, non impara a leggere e a scrivere e poi si lamenta che non conosce i suoi diritti.

Internet è democratico. Chi lo nega dovrebbe spiegare anche cosa vorrebbe, altrimenti la critica rischia di essere sterile.

luca:
>Non è orizzontale: apri un blog: >quanti ti leggeranno? pochi, >pochissimi. e per farti leggere >cosa devi fare?

Internet è orizzontale, secondo me.
Ho aperto un blog. Quanti mi leggeranno?
Dipende da mille fattori: da quello che scrivo, dalla lingua in cui scrivo, dal "valore aggiunto" di quello che scrivo rispetto agli altri blog/siti.
Tutto il mondo, in teoria, può leggermi, sta a me essere abbastanza interessante da essere letto dagli altri.

>L'orizzontalità invece prevede che >tu stia allo stesso livello degli >altri, il Page ranck blocca >l'orizzontalità; ma non solo...

Ma non possiamo essere tutti allo stesso livello.
Chi dice così, a me pare, ha in mente un mondo non reale, una sorta di utopia non realizzabile ora.
Es. io apro un blog e Hillary Clinton apre un blog. Hillary spende 20 milioni di dollari per pubblicizzare il suo blog e io non spendo nulla. È ovvio che il suo blog sarà un pò avvantaggiato, no?
Ma cosa possiamo fare? Aboliamo il denaro?

Luca Oliverio ha detto...

Caro Fabrizio: informarsi è un diritto, ma è anche un dovere dello stato informare: lo stabilisce anche la legge ormai che ammette ignoranza nel momento in cui non sai leggere, non hai un collegamento alla rete, non puoi aver visto la tv, non puoi sapere l'applicazione di una nuova legge.

Già, la democrazia non è: impara e impara ad vivere nella democrazia: ma presuppone che chiunque abbia gli stessi diritti e doveri: emmm... mio nonno ha lo stesso tuo diritto di accedere alla rete, non può farlo perché non sa accendere un pc: il costo in termini cognitivi per l'accesso alla rete è troppo elevato per lui.
Su questo non ci riflettiamo mai abbastanza: sai quanta gente in Italia può collegarsi alla rete? davvero pensi si raggiunga il 50%? e la colpa la vogliamo dare a chi non si collega o a noi con riusciamo a dargli gli strumenti?
è più democratico un martello che l'internet.

Orizzontale: l'orizzontale prevede, telo ripeto, stesse possibilità, esistere ad uno stesso livello. Tu e io essitiamo allo stesso livello? tu e la Clinton?
no! quindi non è orizzontale. Usciamo dai luoghi comuni e cerchiamo di capire cosa sia l'internet. Infatti l'internet ancora oggi in Italia non è usato per le troppe bugie che girano. ok. continuiamo a parlarne.

Fabrizio ha detto...

luca :
>mio nonno ha lo stesso tuo diritto >di accedere alla rete, non può farlo >perché non sa accendere un pc: il >costo in termini cognitivi per >l'accesso alla rete è troppo elevato >per lui.

anche le mie nonne non usano internet ma non posso costruire una teoria di "Internet non democratico" partendo da un piccolo fatto.
Secondo me se il discorso non si divide in diverse parti, si rischia di fare un discorso un pò qualunquista.
Esempio
1) Internet è un medium democratico?
2) Chi è escluso da Internet per motivi economici (Paesi che muoiono di fame) e per motivi tecnologici? Chi è escluso perchè non è alfabetizzato? Che prezzi pagano questi "esclusi"? (esistono anche gli autoesclusi)
3) Che vuol dire un medium orizzontale? Internet è orizzontale?
4) Qual è la percentuale di partecipanti (cioè di coloro che non si limitano a fruire ma creano anche qualcosa) su Internet?

Luca Oliverio ha detto...

Fabrizio, non facciamo qualunquismo: per esser democratico uno strumento deve avere dei requisiti: accesso in termini economici, in termini cognitivi e di diffusione del serivizio/prodotto. Ti sembra democratico l'internet oggi?
a me non lo sembra. Anzi, quello di mio nonno (che spero mi perdonerà per le cattiverie che dico su di lui) è un semplice esempio, tene faccio un altro. gli extracomunitari per mettersi in regola hanno dovuto acceder al server del ministero. Come? da dove? beh, si son dovuti recare negli internet point alcuni, ai caf e altri centri predisposti altri: dove sta la democratizzazione della rete? e siamo in Italia. Andiamo negli altri paesi? è anche peggio in alcuni, molto meglio in altri.
Se quindi l'assunto iniziale, che uno strumento sia democratico se accessibile in quei tre sensi (disponibilità, costo accessibile sia a livello economico che cognitivo) allora è democratico. L'internet oggi non lo è ancora.

E ti ribadisco: non è più orizzontale di un foglio di carta sul quale scrivere.

L'orizzontalizzazione decantata della rete dovrebbe permettere a tutti di avere le stesse possibilità di accesso e di diffusione dei messaggi. Neanche questa orizzontalizzazione riscontro.

Se poi vogliamo continuare a dire belle parole sulla rete e guardare solo chi rientra nella nostra comunità dei pari bene, ma credo che ancora per definire orizzontale e democratico l'internet dovremo fare molta strada.

Sulle percentuali non mi stupirei di ritrovare anche qui la regola di Pareto dell'80/20. Perché è giusto che ci sia chi non vuol esporsi, chi non vuole dire la sua, chi (per esempio) non vuole andare a votare: ma sono casi che vanno presi in considerazione perché l'economia funziona anche su di loro...

Luca Oliverio ha detto...

E vorrei tentare di approfondire il discorso: se la rete per la sua struttura da a tutti la possibilità allora dovremmo iniziare a spostare l'attenzione dai "click", dai "viewer", dai lettori, alle relazioni, alla creatività e al "valore aggiunto" che la rete può dare.

Continuare a dire che l'internet è democratico e orizzontale può essere fuorviante, perché fa credere a tutti di poter essere "dei bebbe grillo", ma non funziona così, e dobbiamo ammetterlo... Anche bebbe grillo deve la sua fortuna a relazioni e possibilità economiche non comuni: lui aveva la possibilità di parlare (relazioni) con i suoi spettatori in teatro e in tv (economia, non dimentichiamolo).

Allora inizierei ad occuparmi di un altro fenomeno legato alla rete: quali e di che qualità di relazioni possiamo mettere in campo? quali stabilire? quali "creare"?

questi sono gli indicatori da prendere in esame dalla rete (ringrazio Mauro Lupi per alcuni spunti di analisi fornitimi in una mail, su un argomento diverso, stasera).

Fabrizio ha detto...

luca:
"Fabrizio, non facciamo qualunquismo: per esser democratico uno strumento deve avere dei requisiti: accesso in termini economici, in termini cognitivi e di diffusione del serivizio/prodotto. Ti sembra democratico l'internet oggi?"

luca, ho l'impressione che tu stia inseguendo un'utopia.

Nella realtà non siamo tutti uguali (ad esempio, non tutti abbiamo gli stessi soldi.
Internet fa parte della realtà.
Quindi, su Internet non siamo tutti uguali.

Forse sembro cinico, ma chi vorrebbe un Internet in cui siamo tutti uguali, rischia di fare una battaglia contro i mulini a vento.

Luca Oliverio ha detto...

Vedi Fabrizio, quello che chiedo è solo di dire la verità: non fare battaglie al "vento".

Ma poniamola da un altro punto di vista, forse più interessante.

Dire che l'internet oggi sia democratico e orizzontale è fuorviante, e devastante per chi ci credesse a questo tipo di messaggio.

Uno si aspetta magari (e succede troppo spesso, ecco perché è devastante) di creare un blog e con quel blog di poter dire al mondo la sua idea. Al mondo? ma ai tuoi amici, e alle tue relazioni lo dirai, non al mondo.
E poi c'è chi crede di poter avviare una azienda on line, solo aprendo un sito: solo così? ma chi telo fa credere? beh, Internet (con la I maiuscola, altra devastazione) permette a tutti di farsi conoscere...

già come se "internet" fosse un uomo, nome personale, da scrivere in maiuscolo appunto, che andasse in giro a presentare i suoi milioni di scrittori/autori/pubblicatori casa per casa.

Se mai, per chiarezza inizierei a dire che ci sono protocolli di trasmessione dati che consentono, indipendentemente dalle piattaforme, a chi fosse interessato o invitato o coinvolto, di accedere e far accedere un gran numero di informazioni ecc ecc (il discorso diventa lungo)...

ma tralasciandolo, mi sembra più importante dire che sulla rete si possono (devono forse sarebbe più corretto in termini pratici) instaurare delle relazioni non effimere ma per fino durature, che consentono di dialogare, scambiare informazioni, farsi conoscere e notare, ma soprattutto condividere le proprie esperienze e dar vita ad una creatività nuova e ad una nuovo umanesimo (ecc. ecc. anche stavolta).

Ecco, questo sarebbe un discorso da farsi, non per utopie, ma per realismo e garantire a tutti di poter compredere bene che uso fare della rete.

Non sono io quindi un utopista (anche se l'utopia è una delle molle della mia vita), semmai uno che cerca raccontare con i propri occhi l'esperienza che vive.

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