mercoledì, giugno 13, 2007

i siti web: organismi viventi

Devo fare il sito, mi vieni a trovare in azienda?
E' una delle domande che mi capita più spesso.

Non: voglio fare business online, ma *devo fare* il sito: dover fare come obbligo. E voglion la brochurina.

tu li incontri, gli spieghi che...

Il sito web è un organismo vivente, non una brochure. Il web è fatto di persone non di carta, ed è modificabile, allungabile, cancellabile, riscrivibile, random...

Le intuizioni vecchie di Eco sul lettore sono utilissime quando si parla di web e dell'internet. Soprattutto perché quasi mai il lettore entra dalla home page, solitamente da una pagina del tuo sito, e da lì deve iniziare la navigazione.

Ma è un organismo vivente dicevamo: all'inizio un bambino lo porti spesso dalla dottoressa, ad ogni tremore, ad ogni palpito esagerato del suo cuore oppure quando il suo cuore batte troppo lentamente. Per un raffreddore, per un graffio... poi crescendo lo porti sempre meno dal dottore perché sai che ha imparato: per tentativi ed errori, per apprendimento, per sociolizzazione, il bambino attraversa le fasi della crescita fino a diventare adulto, metter su famiglia e adesso tocca a lui ricominciare il tuo ciclio.

Il sito funziona allo stesso modo: lo metti alla luce, lo fai conoscere a parenti ed amici che ti diranno: è tutto suo padre o sua madre, ma gli occhi... sì, sembra fatto con lo stampino (brand!), il marchio di fabbrica e siggillo di garanzia.

Ma lo porti spesso dal dottore: appena avviato un sito web deve andar spesso dal webmaster per modifiche, revisioni, miglioramenti al design e all'interazione, soprattutto al design dell'interazione.

Controlli che chi ti venga a trovare non lo stropicci troppo il tuo bambino? non lo secchi? non lo faccia mettere a piangere? non lo butti giù dal balcone il fratellino più grande?

Bene, con il sito web devi fare lo stesso.
Hacker, concorrenti e tutto il resto potrebbero volergli male, quindi occhio, e ci vuole il tuo, ma anche quello di un esperto: il medico del web.

Dopo inizi a portarlo in giro: a scuola, agli incontri con i tuoi amici, prima nella culletta e piano piano in braccio e poi che cammina da solo. Telo porti in vacanza al mare, in quelle di Natale e di Pasqua. Lo fai anche per vantartene e farlo conoscere in giro: questo è il mio gioiello, mio figlio, frutto dei miei lombi.

Così il sito web lo presenti ai motori di ricerca, ai siti specializzati, adesso anche ai blogger... trovi tutte le strade e le strategie per presentarlo alla società, quella on line.

Se il cliente non lo sa fare, anche qui si affida a qualcuno che lo faccia per lui: un college per tuo figlio? una squadra di calcio? la palestra? il catechismo? uguale, tale e quale.

Crescendo lo devi spingere ad incontrare le ragazze, i suoi coetanei, il gruppo dei pari. Ma anche a farsi rispettare, a crescere e a crescere in autostima.

Anche per il tuo sito web: funziona così, lo presenti in giro, lo fai visitare, continui ad aggiornarlo e ad istruirlo.

Perché parlo di Istruzione? perché adoro dare intelligenza propria ai siti web. In grado magari di sapere cosa cerca il nostro utente, cosa vuole, dove vuole andare... ma non lo può sapere quando lo progetto, no. Lo deve imparare con il tempo, da solo o con il mio aiuto dandogli una mano a fare i compitini.

Poi magari lo facciamo iscrivere all'università, gli compriamo una bella macchina e... lo invitiamo ad accomodarsi fuori da casa nostra perché deve farsene una di sua. Ma poi subito dopo lo rivogliamo con noi a pranzo la domenica, a cena la notte di natale.

Insomma, il web è un organismo vivente. Trattiamolo da tale e faremo business anche senza volerlo.

Il libro di Leonardo Bellini però, fre business con il web, qui recensito da me, è un ottimo strumento per fare business attraverso il web.
Ma non dobbiamo dimenticarci o sottovalutare la funzione di organismo vivente del nostro sito.

Ci sono dei libri che mi danno ragione: ma quello che è eccezionale... è quello dell'amecarissimo Giancarlo Livraghi: La Coltivazione dell'internet

3 commenti:

Leonardo Bellini ha detto...

Complimenti Luca, il paragone del sito come organismo vivente è assolutamente azzeccata; così come un bamabino attrabversa le fasi naturali di sviluppo e richiede attenzioni e cure diversificate, allo stesso modo possiamo parlare della vita del sito (o, se vogliamo, anche di ciclo di vita) e delle sue fasi: nascita, crescita, sviluppo, etc. Proprio come avviene per un organismo vivente vi sono delle variabili che non possiamo controllare ma solo influenzare od orientare, allo stesso modo vi è una componente della "relazione" che scaturirà tra il visitatore/lettore e il sito stesso; da qui l'esigenza dell'ascolto delle intenzioni, bisogni, aspettative e desideri del nostro interlocutore e della capacità di adeguare e personalizzare il nostro progetto-bambino per farlo diventare adulto ed autonomo; Quando allora possiamo affermare che un sito è diventato adulto? Pensiamoci..

Antonio ha detto...

Concordo pienamente con l'analogia sito web-organismo vivente.
Credo che il motivo principale per cui la maggior parte delle persone ti chiede di "dover fare" il sito e non di voler fare business on line sia da ricercare nel fatto che in larga parte dell'imprenditoria italiana (eccetto alcune eccezioni di rilievo) manca ancora una vera cultura strategica ed imprenditoriale dell'on line.
Ma questo è soltanto un mio modesto parere.
Ti ringrazio per essere passato sul mio blog. Ti aspetto per altri interventi. Sarai sempre il benvenuto sul mio blog.
Antonio Lieto

Anakyn ha detto...

metafora azzeccatissima luca, da parte mia un sito web non deve essere mai pienamente adulto: elasticità, empatia e tensione di crescita devono diventare una costante.

Blog, siti dinamici, wiki sono autoimmuni ed eterni Peter Pan :-)

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